Salute e Fitness

Flessioni: muscoli interessati dall’esercizio

I piegamenti sulle braccia, comunemente conosciuti come flessioni, sono uno degli esercizi più diffusi per quanto riguarda l’allenamento a corpo libero.

Le flessioni, infatti, sono utili a rafforzare e tonificare la muscolatura della parte superiore del proprio corpo.

Come ogni esercizio anche le flessioni hanno delle varianti che vanno da quelle più semplici e leggere a quelle più complesse e faticose.

Quello dei piegamenti sulle braccia è un allenamento che può essere svolto in qualsiasi momento e ovunque ci si trovi, infatti per essere svolto non è necessario l’utilizzo di alcuna attrezzatura specifica.

Durante lo svolgimento di questo esercizio i muscoli che vengono coinvolti principalmente sono quelle delle braccia, dei pettorali, in misura ridotta anche i muscoli dell’addome.

Quali muscoli sono interessati?

Attraverso i piegamenti sulle braccia è possibile allenare diversi gruppi muscolari diversi tra loro, solamente modificando la posizione del corpo che viene assunta per svolgere l’esercizio stesso.

La postura iniziale, quindi direzionerà il lavoro verso fasce muscolari precise, per esempio tenendo le mani vicine al busto si andrà ad allenare la parte superiore dei pettorali e le braccia, viceversa mantenendo gli arti più distanziati tra loro sarà possibile concentrare il lavoro sui pettorali laterali.

Per facilitare il lavoro di ogni gruppo muscolare ci sono molteplici esercizi che si differenziano tra loro come per esempio le flessioni con i piedi o le mani rialzati, i piegamenti svolti su superfici instabili, tutti con l’obiettivo di lavorare su una zona specifica.

Qui sotto andiamo nello specifico ad elencare tutti i muscoli che vengono impiegati durante l’esercizio delle flessioni.

Pettorali

Questo tipo di muscolo è suddiviso in due parti chiamate piccolo e grande pettorale. Quest’ultimo è possibile visualizzarlo ad occhio nudo, il primo invece è posizionato più in profondità.

La funzione principale del grande pettorale è quella di consentire al braccio di essere avvicinato al centro del corpo, mentre per quanto riguarda il piccolo pettorale la sua funzione è quella di spingere la scapola in avanti evitando così di assumere una postura con le spalle anteposte.

Tricipite

Questo muscolo si trova nella parte posteriore del braccio e collega la spalla al gomito. Durante lo svolgimento delle flessioni, consente, grazie alla sua contrazione, di stendere il braccio in fase di adduzione.

Bicipite

Si presenta come il muscolo anteriore più grande del braccio. Da un lato è collegato tramite due capi alla scapola, dall’altro si inserisce grazie ad un tendine nel radio.

Anconeo

Piccolo muscolo a forma triangolare che si trova nella parte posteriore del braccio appena sopra il gomito.

Deltoide anteriore

Conosciuto anche con il nome di spalla, questo muscolo deve l’origine del suo nome alla lettera greca delta, infatti è caratterizzato dalla forma triangolare ed è composto da fasci anteriori e mediali posteriori. Durante lo svolgimento dell’esercizio questo muscolo aiuta i pettorali nella fase di spinta.

Dentato anteriore

Questo muscolo a una funzionalità in parte simile a quella del piccolo pettorale, infatti tende a spingere la scapola in avanti facendo appoggiare così alla gabbia toracica. Anche questo muscolo si attiva nella fase di adduzione dell’esercizio, ovvero nella fase di spinta.

Cuffia dei rotatori

Questa zona del corpo è caratterizzata da piccoli muscoli che ricoprendo l’articolazione della spalla sono in grado di stabilizzarla. Questi muscoli sono il sovraspinato, infraspinato, sottoscapolare ed infine piccolo rotondo.

Addominali

Questo gruppo muscolare viene stimolato in modo indiretto grazie alla postura del corpo che si tiene durante tutto l’esercizio infatti la tensione ed il peso corporeo vanno a stimolare la parte obliqua esterna e il retto dell’addome.

Per concludere è importante ricordare che lo svolgimento corretto dell’esercizio, mantenendo una postura ordinata e controllata, porterà a ridurre notevolmente la possibilità di incorrere in infortuni, che alle volte possono essere anche gravi.

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